Il borgo antico di Santeramo si è sviluppato molto probabilmente attorno ad un nucleo religioso: il territorio è segnato dalla presenza basiliana, raccolta in una comunità eremitica legata alla Grotta di Sant’Angelo e al culto micaelico e, in epoca normanna, da quella dei monaci benedettini, che giunsero nell’area portando con sé il culto di Sant’Erasmo. Polo di attrazione e rifugio per le popolazioni limitrofe, la presenza religiosa favorì operazioni di bonifica e lo sviluppo di un piccolo centro abitato, che si ritiene fosse cinto di mura, dotato di torri, fossato e due porte; alcune testimonianze di queste strutture difensive d’epoca medievale sono inglobate nella struttura di Palazzo Colonna e ancora oggi visibili. Del periodo compreso tra il XIII e il XV secolo sopravvivono evidenze architettoniche di grande fascino e valore, come la chiesa di Sant’Eligio, la chiesa del Purgatorio e quella di Sant’Erasmo, oggi intitolata a Santa Maria del Carmine, alla quale si legano anche i resti dell’antico monastero benedettino. A partire dalla metà del Cinquecento e fino all’Ottocento, Santeramo conobbe un importante sviluppo demografico e urbanistico, che comportò l’espansione del centro abitato in nuovi borghi e rioni: nel 1576 Ottavio Carafa fece erigere l’odierno Palazzo Marchesale, a metà Seicento venne fondato il Convento dei Padri Riformati e, a cavallo del Settecento, durante i lavori di ampliamento dell’attuale Chiesa Madre, le famiglie legate al marchese Caracciolo realizzarono i propri palazzi. Nacquero così Palazzo Sava, Palazzo De Laurentiis, Palazzo Netti, Palazzo Giandomenico e Palazzo Colonna.
Architetture
Centro Storico di Santeramo in Colle
A partire dalla metà del Cinquecento e fino all’Ottocento, Santeramo conobbe un importante sviluppo demografico e urbanistico
Un percorso di visita che rievoca la storia della città
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