Acquaviva delle Fonti, fiorente centro agricolo dell’Alta Murgia, deve il suo nome alla particolare posizione e alle caratteristiche geologiche del sito in cui sorge. Il centro è costruito in una piccola conca pliocenica di terreni argillo-sabbiosi, di origine marina o lacustre, che conservano una falda acquifera sotterranea perenne. Questa importante risorsa idrica, strategica per il territorio e per il suo sviluppo economico, è plausibilmente alla base anche della storia di Acquaviva: quando le popolazioni insediate fin dal IV-V secolo a.C. nell’area della Collina del Salentino si spostarono a valle, furono con molta probabilità attirate dalla fertilità dei terreni e dalla disponibilità d’acqua. Durante il Medioevo il centro venne distrutto più volte; fu poi feudo di proprietà di diverse famiglie, fino a divenire principato dei De Mari a metà Seicento. Dopo il periodo napoleonico, Acquaviva passò nuovamente al dominio borbonico e, con l’unificazione, entrò a far parte del Regno d’Italia.