Il Museo Multimediale di Città – Divina Bantia è ospitato negli ambienti recuperati dell'antica Abbazia benedettina di Santa Maria, nel centro storico di Banzi. Il percorso utilizza contenuti multimediali per approfondire la storia della comunità monastica, le origini dell'antica Bantia e le pratiche religiose del mondo italico e romano, con particolare attenzione all'ornitomanzia, l'interpretazione del volo degli uccelli attraverso cui gli auguri ricercavano il volere delle divinità. Il museo non custodisce i principali reperti originali provenienti dagli scavi del territorio, conservati in altre istituzioni museali.
Il patrimonio archeologico locale comprende due nuclei distinti. Nell'area dell'Abbazia di Santa Maria, gli scavi hanno individuato un auguraculum di età repubblicana, spazio sacro destinato alla pratica degli auspici, delimitato da nove cippi iscritti, oltre a testimonianze di strutture romane precedenti al complesso monastico. I cippi originali dell'auguraculum sono oggi esposti al Museo Archeologico Nazionale “Mario Torelli” di Venosa.
L'area archeologica dell'antica Bantia comprende invece testimonianze più estese dell'insediamento italico e romano, tra cui necropoli, strutture abitative e luoghi di culto. Le sepolture e i corredi funerari documentano la presenza delle comunità preromane e le successive trasformazioni culturali del territorio. Tra i ritrovamenti più importanti figura la celebre Tabula Bantina, iscrizione bronzea contenente disposizioni giuridiche in osco e latino. Parte della documentazione epigrafica è conservata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, mentre un frammento della legge bantina è esposto al Museo Archeologico Nazionale di Venosa, insieme ad altri materiali archeologici provenienti dall'antica città