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Torri e palazzi nobiliari di Ariano Irpino

Il territorio di Ariano Irpino è caratterizzato da alcuni dislivelli che ne valsero la scelta ai fini strategici e di dominazione della valle del fiume Cervaro. Durante il Medioevo, infatti, vennero edificate alcune torri, in comunicazione tra loro, per l’avvistamento tempestivo delle truppe nemiche e per la difesa delle terre. Alcune di esse sono ancora oggi visibili, tre delle originarie costruzioni, mentre un’altra, la torre definita d’Amandi, venne demolita nella seconda metà del XVIII secolo. Questa, che si affacciava su uno degli assi del sistema viario del Regno di Napoli, la strada regia delle Puglie, divenuta rifugio dei briganti che funestavano il passaggio di persone e merci, dovette essere distrutta. Una delle torri sopravvissute, denominata del li Pizzi, vegliava sulla porzione di tratturo Pescasseroli – Candela che attraversava Ariano Irpino ed è giunta ai giorni odierni nella sua forma originale, mentre le altre due, di Camporeale e delle Ciàvole, sono state riadattate nel corso degl’anni, prestandosi ad altri utilizzi. Le architetture esterne al borgo non esauriscono il catalogo delle bellezze del paese campano, che nella sua porzione storica accoglie splendidi palazzi, che nel tempo hanno offerto servigio – alcuni ancora adesso - come ospedali, musei, sedi accademiche. Il Museo civico della ceramica, infatti, ha sede nel bellissimo palazzo Forte, che fu ospite della sottoprefettura e nel palazzo San Giacomo, in passato ospedale civile. Il palazzo Bevere – Gambacorta, finemente rifinito, ha contribuito alla cultura del paese accogliendo scuole.