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Palazzo dei Papi di Viterbo

Palazzo dei Papi di Viterbo

Il trasferimento della Curia pontificia nei primi anni della metà del XIII secolo comportò la necessità di adeguare il palazzo nel quale questa avrebbe preso posto. Quando papa Alessandro IV spostò a Viterbo la stessa a causa degli attriti con la nobiltà romana, la struttura che conteneva la Curia vescovile dovette essere ampliata perché ivi potesse essere allocata quella pontificia.

Palazzo dei Papi Viterbo

Delle nuove ed accresciute dimensioni fa parte anche la sala del Conclave, ove venne tenuto il primo, durato oltre mille giorni a tra la fine del 1260 e l’inizio 1270. Le splendide merlature rettangolari della facciata rendono il palazzo una visione monumentale e finemente organizzata, mentre la parte che affronta il precipizio laterale mostra contrafforti che accrescono l’imponenza dell’edificio.

Al palazzo si accede tramite il portale che segue alla scalinata e che, dalla volta a tutto sesto, è sormontato dal simbolo di Viterbo, il leone, e dall’emblema di San Bernardino da Siena. Elemento di spicco risulta senz’altro la loggia delle Benedizioni, dove i nove papi che nella costruzione principale risiedettero, si mostravano in uscita dalla sala del Conclave, pregevolezza architettonica dalle sette aperture a sesto acuto affiancate nella parte alta da quadretti recanti simbologia del paese.