Viterbo

Situata ai piedi del monte Palanzana, del gruppo preappenninico dei Cimini, Viterbo prende posto affacciata sulla Tuscia, avvolta in una natura pregiata, che tanto dona al borgo. La città laziale trova la sua genesi negli insediamenti etruschi nel territorio, che i segni dell’illustre passato rinviene nelle necropoli e rovine di costruzioni al tempo risalenti, nonostante la presenza umana sul luogo sia già attestata nel Neolitico. Il tessuto urbano inizia a delinearsi con una conformazione simile a quella attuale a partire dall’incastellamento medievale, e così pure un incremento demografico ebbe come conseguenza l’espansione dello stesso. La rilevanza sempre crescente di Viterbo ne fece punto nevralgico della vita economica e sociale della zona, sede papale, così pure la portò al centro di vicende storiche; senza dubbio, tra queste spicca l’elezione papale del 1268, che secondo tradizione vide la cittadinanza recludere i cardinali (la vacanza papale si protrasse per oltre mille giorni) affinché trovassero un accordo sull’elezione del vescovo di Roma dopo la dipartita di Clemente IV. La vicenda di segregazione nel Palazzo dei Papi della è alla base della nascita del Conclave (termine composto dalle parole latine cum e clave, con chiave), che dall’elezione del successore Gregorio X è pratica in uso. Attraversata dalla via Francigena, la città laziale ha vissuto sino ai tempi odierni molte vite, voluto l’annessione al neonato Regno d’Italia nel 1860, pagato il suo tributo alla storia bellica durante il secondo conflitto mondiale, saputo ricostruirsi e valorizzare i tesori che il passato ha lasciato da custodire, rendendola una tappa di bellezza incredibile. Passeggiare nel centro, assaporare il fascino dei vicoli della città antica, delle mura difensive interrotte dagli archi delle porte Romana, Fiorentina, Faul con la sua torre della Bella Galliana, le fontane, il quartiere di San Pellegrino, vivere il parco Prato Giardino, perdersi e ritrovarsi nel particolare schema urbano della frazione di San Martino al Cimino, godere delle acque sorgive sulfuree di Bullicame, immergersi nel folklore della festa della Macchina di Santa rosa e nella cultura dei musei civico, Colle del Duomo, della ceramica della Tuscia, nazionale Etrusco, sono solo alcune delle attività che rendono Viterbo speciale, un punto sulla mappa capace di farsi viaggio a sé.

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