Gioia del Colle
Chiesa Matrice di Santa Maria Maggiore a Gioia del Colle
La chiesa sorgeva fuori dalla cerchia muraria come chiesa palatina e sede del clero latino
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Gioia del Colle sorge in una grande depressione dell’Altopiano delle Murge, detta “Sella di Gioia del Colle”, a metà strada tra il Mare Adriatico e lo Ionio: in questa zona di transizione tra il sistema dell’Alta Murgia e quello dei trulli e della Valle d’Itria, il paesaggio ha un aspetto collinare che alterna boschi e coltivi, con una maggiore presenza insediativa rispetto all’area altomurgiana. Questi territori erano frequentati già dal VII secolo a.C., quando sulla collina di Monte Sannace si stabilirono i Peucezi; il centro abitato attuale risale invece all’epoca altomedievale e si lega alle vicende del castello, attorno al quale ebbe inizio e si sviluppò nel tempo l’urbanizzazione del borgo. Fortificazione di origini bizantine, l’edificio venne rimaneggiato e ampliato nell’XI secolo sotto la dinastia normanna degli Altavilla, per essere poi distrutto da Guglielmo I, assieme alla città, quando Gioia partecipò a una rivolta contro il re e a favore dell’Impero bizantino. A risollevare le sorti del castello e dell’abitato fu Federico II di Svevia, che intorno al 1230 lo ricostruì dandogli l’impianto che ancora oggi lo caratterizza. Passato poi ad Angioini e Aragonesi, il borgo conobbe il dominio di diverse famiglie feudatarie, fino a quella dei De Mari, che durò fino al 1806. Sulle origini del nome della città non vi è certezza: restano numerose ipotesi, alcune legate alle sue radici greche, altre affidate a suggestive tradizioni e leggende locali.
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Gioia del Colle
La chiesa sorgeva fuori dalla cerchia muraria come chiesa palatina e sede del clero latino
Scopri il segretoGioia del Colle
Il tessuto urbano si presenta con una struttura minuta, fatta di vicoli, corti, archi e case addossate
Scopri il segretoGioia del Colle
La struttura originaria, probabilmente risalente al periodo bizantino, subì interventi di ampliamento in epoca normanna
Scopri il segretoGioia del Colle
Alcuni resti monumentali sono ancora visibili in loco, mentre i reperti sono esposti nel Museo Archeologico
Scopri il segretoGioia del Colle
L’oasi è immersa nel tipico paesaggio della Murgia, tra muretti a secco, ulivi e masserie
Scopri il segretoAcquaviva delle Fonti - Cassano delle Murge - Gravina in Puglia - Santeramo in Colle - Gioia del Colle
Una produzione che segue un’antica tradizione casearia locale, documentata almeno dalla fine dell’Ottocento
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La struttura originaria, probabilmente risalente al periodo bizantino, subì interventi di ampliamento in epoca normanna
Gioia del Colle (BA)
La chiesa sorgeva fuori dalla cerchia muraria come chiesa palatina e sede del clero latino
Gioia del Colle (BA)
Il tessuto urbano si presenta con una struttura minuta, fatta di vicoli, corti, archi e case addossate
Gioia del Colle (BA)
Alcuni resti monumentali sono ancora visibili in loco, mentre i reperti sono esposti nel Museo Archeologico
Gioia del Colle (BA)
L’oasi è immersa nel tipico paesaggio della Murgia, tra muretti a secco, ulivi e masserie
Gioia del Colle (BA)
Circondata da un cortile con giardino, la chiesa presenta una caratteristica facciata di colore rosso
Gioia del Colle (BA)
Una produzione che segue un’antica tradizione casearia locale, documentata almeno dalla fine dell’Ottocento
Acquaviva delle Fonti (BA), Cassano delle Murge (BA), Gravina in Puglia (BA), Santeramo in Colle (BA), Gioia del Colle (BA)
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Gioia del Colle sorge in una grande depressione dell’Altopiano delle Murge, detta “Sella di Gioia del Colle”, a metà strada tra il Mare Adriatico e lo Ionio: in questa zona di transizione tra il sistema dell’Alta Murgia e quello dei trulli e della Valle d’Itria, il paesaggio ha un aspetto collinare che alterna boschi e coltivi, con una maggiore presenza insediativa rispetto all’area altomurgiana. Questi territori erano frequentati già dal VII secolo a.C., quando sulla collina di Monte Sannace si stabilirono i Peucezi; il centro abitato attuale risale invece all’epoca altomedievale e si lega alle vicende del castello, attorno al quale ebbe inizio e si sviluppò nel tempo l’urbanizzazione del borgo. Fortificazione di origini bizantine, l’edificio venne rimaneggiato e ampliato nell’XI secolo sotto la dinastia normanna degli Altavilla, per essere poi distrutto da Guglielmo I, assieme alla città, quando Gioia partecipò a una rivolta contro il re e a favore dell’Impero bizantino. A risollevare le sorti del castello e dell’abitato fu Federico II di Svevia, che intorno al 1230 lo ricostruì dandogli l’impianto che ancora oggi lo caratterizza. Passato poi ad Angioini e Aragonesi, il borgo conobbe il dominio di diverse famiglie feudatarie, fino a quella dei De Mari, che durò fino al 1806. Sulle origini del nome della città non vi è certezza: restano numerose ipotesi, alcune legate alle sue radici greche, altre affidate a suggestive tradizioni e leggende locali.
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