Flumeri
Dogana Aragonese di Flumeri
Noto anche come Palazzo della Bufata, il complesso monumentale venne edificato nel 1479 per conto di Federico d'Aragona
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Il Comune di Flumeri sorge a 638 metri di altitudine, in una posizione panoramica che domina la valle dell’Ufita. L'etimologia del nome rimanda molto probabilmente al termine latino flumen per via dei corsi d'acqua confluenti nel territorio, o a frumentum, legata alla sua storica vocazione cerealicola. Citato per la prima volta nel 1122, quando fu distrutto dalle truppe del Duca di Puglia, il borgo appartenne alla Baronia di Trevico, passando poi sotto il controllo delle famiglie D’Aquino, Carafa e De Ponte. La piana della valle corrisponde all’area produttiva del borgo, caratterizzato da un’economia locale basata sia sulla tradizione agricola, con la coltivazione del grano e la produzione dell'olio extravergine Ravece (DOP Colline dell’Ufita), che sullo sviluppo industriale, concentrato nell’agglomerato ASI.
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Noto anche come Palazzo della Bufata, il complesso monumentale venne edificato nel 1479 per conto di Federico d'Aragona
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La manifestazione, legata al culto di San Rocco, si tiene ogni anno il 15 agosto
Scopri il segretoMirabella Eclano - Montecalvo Irpino - Ariano Irpino - Grottaminarda - Castel Baronia - Savignano Irpino - Paternopoli - Frigento - Castelfranci - San Mango sul Calore - Venticano - Taurasi - Flumeri - Gesualdo
Le tavole delle terre campane sono luoghi di deliziosa varietà di pietanze. L'olio extravergine di oliva Irpinia - Colline dell'Ufita è uno dei prodotti ti...
Scopri il segretoFlumeri
Il sito conserva i resti di un vasto insediamento romano di età repubblicana
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Noto anche come Palazzo della Bufata, il complesso monumentale venne edificato nel 1479 per conto di Federico d'Aragona
Flumeri (AV)
La manifestazione, legata al culto di San Rocco, si tiene ogni anno il 15 agosto
Flumeri (AV)
Il sito conserva i resti di un vasto insediamento romano di età repubblicana
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Il Comune di Flumeri sorge a 638 metri di altitudine, in una posizione panoramica che domina la valle dell’Ufita. L'etimologia del nome rimanda molto probabilmente al termine latino flumen per via dei corsi d'acqua confluenti nel territorio, o a frumentum, legata alla sua storica vocazione cerealicola. Citato per la prima volta nel 1122, quando fu distrutto dalle truppe del Duca di Puglia, il borgo appartenne alla Baronia di Trevico, passando poi sotto il controllo delle famiglie D’Aquino, Carafa e De Ponte. La piana della valle corrisponde all’area produttiva del borgo, caratterizzato da un’economia locale basata sia sulla tradizione agricola, con la coltivazione del grano e la produzione dell'olio extravergine Ravece (DOP Colline dell’Ufita), che sullo sviluppo industriale, concentrato nell’agglomerato ASI.
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